Grandi e piccoli per la festa del nostro millenario

Grandi e piccoli per la festa del nostro millenario

Eventi

 

«Abbiamo bisogno di riconoscere la città a partire da uno sguardo contemplativo, ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze… Egli vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia. Questa presenza non deve essere fabbricata, ma scoperta, svelata… una cultura inedita palpita e si progetta nella città».
A noi monaci, forse troppo spesso convinti di dover cercare Dio solo oltre gli orizzonti del cielo, queste forti parole di papa Francesco hanno lasciato un gran senso di sorpresa e di stupore. E forse sono state davvero loro la principale ispirazione del nostro desiderio di voler donare a Firenze una giornata in cui, dall’alba alla notte, tutta la cittadinanza si sentisse invitata a salire a San Miniato al Monte per un reciproco dono: alla città il nostro cielo e a noi monaci il suo fecondo e febbrile mistero.
Accorciare le distanze, creare assieme, condividere tempi, spazi e saperi: sono questi i tre obbiettivi che ci siamo proposti per il 23 giugno 2018. Quel giorno aspettiamo quassù grandi e piccini, solitari e nuclei famigliari, credenti e non-credenti, orentini e non orentini, tutti invitati a celebrare assieme alla comunità monastica i nostri mille anni di storia col canto di ieri e di oggi, coi tanti laboratori artigianali quel giorno aperti alla vostra operosa curiosità, con il ritmo e i timbri di trascinanti bande musicali, con le sorprendenti visite guidate a tanti dettagli spesso trascurati e con tanto altro ancora per dimostrarci a vicenda che San Miniato al Monte non può esistere senza accogliere la vita della città e che forse vale davvero anche il contrario: Firenze ha ogni giorno bisogno della verticale bellezza di San Miniato.
«Siamo qui per questo. Stringiamoci la mano, sugli spalti di pace, nel segno di San Miniato», così ci esortava nel 1997 Mario Luzi e così nalmente faremo assieme a voi, con leggerezza lieta e consapevole, la vigilia di San Giovanni, dalle nostre lodi in canto gregoriano delle ore 6.30 no alla cerimonia di consegna dei Fiorini d’oro, per poi s orare la mezzanotte respirando nel buio della Basilica la musica notturna del grandissimo Luigi Dallapiccola. Perché la pace di San Miniato, per un giorno e una notte almeno, sia la vera patria di tutti noi e la dimora sicura dei nostri sogni più belli.

Padre Bernardo,
Abate di San Miniato al Monte

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