«Ut in omnibus glorificetur Deus»: il nostro lavoro

San Miniato al Monte vuole essere una scuola di ‘simpatia’ per il Signore Gesù. Imparare ad amarlo significa soprattutto imparare ad imitarlo e sempre da lui, affacciandoci con discrezione nell’operosa officina della casa santa di Nazaret, apprendiamo anche la necessità del lavoro. Nessuno meglio di papa Benedetto XVI ha riflettuto su questa singolare somiglianza fra Dio e l’uomo che lavora.
Nel settembre del 2008 a Parigi, parlando ai rappresentanti della cultura di quella città, egli ebbe a dire: «Il mondo greco-romano non conosceva alcun Dio Creatore; la divinità suprema, secondo la loro visione, non poteva, per così dire, sporcarsi le mani con la creazione della materia… Ben diverso il Dio cristiano: Egli, l’Uno, il vero e unico Dio, è anche il Creatore. Dio lavora; continua a lavorare nella e sulla storia degli uomini. In Cristo Egli entra come Persona nel lavoro faticoso della storia. “Il Padre mio opera sempre e anch’io opero” (Giovanni 5,17).
Dio stesso è il Creatore del mondo, e la creazione non è ancora finita. Dio lavora, ergázetai. Così il lavorare degli uomini doveva apparire come un’espressione particolare della loro somiglianza con Dio e l’uomo, in questo modo, ha facoltà e può partecipare all’operare di Dio nella creazione del mondo.
Del monachesimo fa parte, insieme con la cultura della parola, una cultura del lavoro, senza la quale lo sviluppo dell’Europa, il suo ethos e la sua formazione del mondo sono impensabili. Questo ethos dovrebbe però includere la volontà di far sì che il lavoro e la determinazione della storia da parte dell’uomo siano un collaborare con il Creatore, prendendo da Lui la misura».
San Benedetto è maestro di misura anche nel lavoro, e ci raccomanda un’equilibrata esperienza quotidiana di manualità e di studio per sottrarci al rischio dell’ozio, della sterilità e della superficiale erosione di quel dono stupendo che è il tempo. Nella nostra piccola comunità, oltre ai necessari servizi di vita fraterna e domestica, i fratelli sono impegnati nella fabbricazione di pregiate candele in cera d’api, nella preparazione artigianale di squisiti dolci al cioccolato, crostate alla marmellata e biscotti vari e, infine, in una piccola produzione di ostie per uso liturgico.
Tali prodotti sono venduti, assieme ad altre merci provenienti in gran parte dal lavoro di altri cenobi benedettini, nel nostro negozio, che una selezionata proposta di salutari prodotti erboristici da tempo qualifica come vera e propria farmacia monastica. «Affinché in tutto sia glorificato Dio»: il bellissimo versetto della prima lettera di san Pietro è impiegato da san Benedetto per raccomandare ai suoi monaci prezzi meno esosi dei ‘secolari’.
Per noi vale anche come monito a fare di ogni gesto della nostra vita, fosse anche il lavoro più umiliante, una autentica glorificazione del Signore che chiama l’uomo a operare con lui, in una ‘simpatia’ di amore che rende il cenobio uno specialissimo laboratorio eucaristico dove, solo per un apparente paradosso, il monaco dovrà trattare «tutti gli oggetti e tutti i beni del monastero come i vasi sacri dell’altare» (Regola 31,10).