«Nihil amori Christi praeponere»: la vita in Cristo secondo san Benedetto

A San Miniato al Monte, fin dalla fondazione dell’abbazia, vivono monaci che seguono la Regola scritta da san Benedetto (+547), una geniale sintesi, sempre illuminata dal Vangelo di Cristo, della tradizione monastica precedente, patrimonio prezioso della Chiesa indivisa. Nel testo della Regola ricorre in almeno tre luoghi un perentorio invito che ben compendia tutto lo spessore teologale della nostra vita: «niente anteporre all’amore di Cristo». Un’esistenza autenticamente monastica per san Benedetto deve dunque tutta radicarsi nell’amore del Signore Gesù e modellarsi mediante un prolungato ascolto della sua parola di salvezza.
Si manifesta così, in questa fortissima ‘simpatia’ per Cristo, il carattere battesimale della spiritualità benedettina e, in definitiva, il suo più vero ‘segreto’. Mediante una comunione fraterna alimentata dalla preghiera e vagliata dal lavoro e dall’accoglienza i monaci sono infatti persone chiamate a celebrare e a testimoniare tanto l’umiltà del Verbo che si è fatto carne per la nostra salvezza quanto la sua obbediente consegna di sé in un amore senza riserve che nella Pasqua ha vinto per sempre la morte e il peccato. E solo con le energie spirituali scaturite da questa vittoria noi possiamo avventurarci lungo il sentiero, certo non facile, ma davvero liberante, dell’obbedienza e dell’umiltà che assieme ci riconducono all’amicizia col Padre, plasmando nel tempo la nostra somiglianza al Cristo crocifisso e risorto, fino a farci desiderare quell’amore totale e gratuito che la parola del Vangelo raccomanda a ciascuno di noi: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Giovanni 13,34-35).